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“Attività di informazione anno 2009 che è stato oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 B del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il FEASR”
BioLombardia Newsletter
Notiziario dell’Associazione Lombarda degli Agricoltori Biologici “La Buona Terra”
 
 
Dicembre 2011
 
La Buona Terra vi augura
Buon Natale e Buon 2012 !
                                                            
 
 

 

IL “GATTO CON GLI STIVALI” HA SMESSO DI CORRERE:
INFORMAZIONI, PRESE DI POSIZIONI E COMMENTI  IN MERITO ALLA “MEGATRUFFA DEL BIO”
 
LA PRESA DI POSIZIONE DE LA BUONA TERRA
In merito alla recente mega-truffa che ha colpito il mondo del bio, scoperta dalla Guardia di Finanza di Verona (operazione “Gatto con gli stivali”), a nome dei i produttori biologici dell’Associazione Lombarda degli Agricoltori Biologici “La Buona Terra” esprimo il nostro più profondo rammarico per quanto avvenuto e nel contempo soddisfazione per l’intervento della magistratura e delle forze dell’ordine.
I produttori biologici de La Buona Terra non possono che condannare, qual’ora i reati contestati fossero confermati dalla magistratura giudicante, la disonestà delle persone e delle società che hanno visto nel “bio” solo un’occasione di arricchimento illecito e che con il loro comportamento hanno messo a repentaglio la credibilità di tutti gli altri onesti produttori biologici che credono in quello che fanno e per i quali il “bio” è innanzitutto un valore.
Siamo noi produttori i primi a ricevere un forte danno da questi avvenimenti e, pertanto, La Buona Terra, attraverso l’Associazione Mediterranea Agricoltura Biologica (AMAB) a cui siamo affiliati a livello nazionale, sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento a carico dei “truffatori bio”.
Ricordiamo che, malgrado episodi come questo, la filiera dei prodotti biologici è comunque la filiera alimentare più controllata e sicura. Purtroppo, ci può sempre essere chi cerca di approfittarne in modo illecito ma, il fatto che questo sia stato scoperto è anche dovuto al buon funzionamento dei sistematici controlli che vengono effettuati sui prodotti biologici. Questo non toglie che, alla luce dei fatti di cui stiamo parlando, vadano ulteriormente approfondite le norme e le modalità operative del sistema di controllo e certificazione in modo da “chiudere” ogni possibile falla che consenta ai truffatori di “entrare” e fare danni.; La Buona Terra sta sostenendo da tempo, in varie sedi, questa posizione e i recenti fatti, purtroppo, ci danno ragione.
Silvano Delai - Presidente di Alabio La Buona Terra
 
I FATTI
Il 6 dicembre scorso viene diffusa la notizia che il comando di Verona della Guardia di Finanza ha scoperto, dopo un anno e mezzo di indagini in collaborazione con inquirenti italiani e stranieri, una megatruffa nel settore dei prodotti biologici.
L'operazione, denominata 'Gatto con gli stivali', ha portato al sequestro di prodotti biologici falsi (frumento, favino, soia, farine e frutta fresca), di produzione rumena, per 2500 tonnellate, una minima parte nei confronti delle dimensioni, a detta degli inquirenti, davvero colossali della truffa, addirittura pari al 10 per cento del totale della produzione biologica italiana (704 mila tonnellate).
In termini economici, il giro d'affari di questa truffa è notevole: superiore ai 220 milioni di euro; scoperto un giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro emesse  per operazioni inesistenti.
L'operazione ha portato all'arresto di 6 persone e sono state coinvolte 22 aziende, quasi tutte del settore del commercio all'ingrosso (coinvolte 6 aziende delle Marche, 5 del Veneto, 3 della Puglia, 3 della Lombardia, 2 del Lazio, una dell'Emilia, una dell'Abruzzo, una della Sardegna).

Dai controlli effettuati dal Servizio Repressione Frodi del Ministero dell'Agricoltura, che ha collaborato, è risultato che i prodotti non solo non erano biologici ma spesso contenevano unlivello di pesticidi e sostanze tossiche superiore a quello consentito per l'alimentazione animale, quindi si tratta in parte di prodotti che non potevano essere messi in commercio nemmeno come alimenti convenzionali..

Solo la Romania è indicata come terra di produzione di falso biologico mentre tutti gli altri paesi risultano solo destinatari dei prodotti incriminati. Notevole il volume di esportazione dei prodotti interessati verso la Germania e altri Paesi europei.

Le indagini sono partite da un'azienda veronese, la Sunny Land SpA di Bovolone, che tra il 2006 e il 2007 avrebbe più che quintuplicato il fatturato in maniera poco chiara, cosa che ha insospettito gli inquirenti.
Le indagini che ne sono seguite hanno messo in luce una gran quantità di falsificazioni documentali che coprivano la truffa in tutte le fasi, dalla produzione alla distribuzione dei prodotti. 'Il tutto - sottolinea un comunicato ufficiale delle Fiamme Gialle - grazie alla costante e stretta compiacenza di funzionari e dipendenti degli organismi deputati alla certificazione'.

Le persone e le aziende coinvolte
Gli inquirenti ritengono che a capo della truffa ci siano i veronesi Luigi Marinucci, legale rappresentante della Sunny Land SpA di Bovolone e della società agricola Marinucci Soave SS di Angiari, e Davide Scapini, direttore commerciale della Sunny Land, socio al 50 per cento dell'azienda agricola Agribioscaligera di Badia Polesine, rappresentante legale dell'Azienda agricola Terre del Sole, della società agricola Biopolesine SS e della Eridano Trading Srl.. I due avrebbero stipulato falsi contratti di compravendita che prevedevano l'acquisto di notevoli quantitativi di cereali biologici in cambio di acquisti fittizi di cereali convenzionali regolando la parte finanziaria con false lettere di compensazione; avrebbero inoltre emesso false fatture tramite società 'intermedie' appositamente costituite.
Arrestato anche Andrea Grassi, intermediario commerciale della Sunny Land SpA che ha ricoperto i altri incarichi: consulente dell'azienda agricola Terra Viva di Cesari Calzolari, rappresentante legale della Fattoria della Speranza SS con sede a Molinella (Bologna), rappresentante della ditta individuale che porta il suo nome.
Per completare l'opera di falsificazione venivano utilizzati certificati biologici falsigrazie alla collaborazione dei marchigiani Michele Grossi, che è stato fino a luglio 2010 direttore per le Marche dell'organismo di controllo Suolo e Salute e rappresentante dal 2009 della società My Organic Srl., e Stefano Spadini , tecnico agrario che collaborava da esterno con la direzione regionale Marche di Suolo e Salute. Nel corso della sua attività di controllo e certificazione Grossi, con la collaborazione di Spadini, avrebbe attribuito falsi attestati di idoneità aziendali biologichea società fittiziee avrebbe redatto falsi verbali ispettivi che hanno permesso l'inserimento nel settore biologico di numerose società intermedie fittizie.
E’ stata arrestata anche Angela Nazaria Siena rappresentante legale di molte società (Bioecoitalia Srl, Centro Cereali Srl, Agridea Sa(con sede in Svizzera),Terra Sana Sas, Life Group Holding Sa(con sede in Svizzera), Agripointsocietà agricola Srl, Grain Sistem Srl) e con vari precedenti penali (formazione fittizia di capitale, false comunicazioni sociali, falsità in scrittura privata, truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici, dichiarazioni fraudolente, emissione di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti). La società Centro Cereali sarebbe stata utilizzata per lo smistamento in Italia di prodotto cerealicolo falso biologico proveniente con falsi certificati da società rumene quali la Transilvania Organic Srl e la Agroeuroserv Srl.
Il settimo arresto è quello di Caterina Albiero, socio accomandatario della Bioagri Sas e rappresentante legale della Spiga Srl, denunciata per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti inesistenti e per emissione di fatture per operazioni inesistenti.

LA DIFESA DI SUOLO E SALUTE
L’organismo di controllo Suolo e Salute, coinvolto nell’inchiesta attraverso l’ex direttore della sede marchigiana Grossi e il collaboratore, sempre nelle Marche, Spadini ha voluto chiarire la sua posizione dichiarandosi estraneo ai fatti e parte lesa nella vicenda
Innanzitutto chiarendo che “ il sig. Grossi Michele (…) fu sollevato dall’incarico di Direttore Regionale della regione Marche fin dal luglio 2010. La capacità di autocontrollo manifestata dal sistema e dalla struttura di Suolo e Salute s.r.l. ha consentito di isolare il fenomeno deviante, costituito dalla fraudolenta condotta del Grossi e dello Spadini, tanto da porre in luce fatti e circostanze ulteriori a quelle già adombrate - al luglio 2010 - dall’Autorità inquirente. Proprio in virtù di tale capacità di rilevamento, la Suolo e Salute s.r.l. - nel corso dell’attività investigativa culminata con l’operazione Gatto con gli Stivali - ha tenuto nei confronti dell’Autorità inquirente un atteggiamento di fattiva ed ampia collaborazione supportando la Guardia di Finanza di Verona con la produzione di dati e di documenti. Fin dall’immediatezza dei fatti conosciuti (luglio 2010), sono state implementate azioni correttive efficaci e procedure di autocontrollo ancora più stringenti..(…) Risulta evidente il non coinvolgimento di Suolo e Salute srl nella condotta fraudolenta posta in essere da due collaboratori infedeli la cui attività illegittima è rimasta limitata nel tempo passato (ricompreso tra il 2007 ed il luglio 2010) ed unicamente alle aziende coinvolte nell’inchiesta”.  Suolo e salute si dichiara'parte lesa nella vicenda ed è in condizione di poter dimostrare tale posizione nel procedimento penale'  eha già conferito mandato al legale di fiducia al fine di costituirsi parte civile sia nei confronti di Michele Grossi e Stefano Spadini che di quant’altri avessero arrecato danno – con la loro condotta criminosa - al sistema di controllo e certificazione gestito da Suolo e Salute srl.
 LE REAZIONI DEL MONDO BIO
Fatti di queste dimensioni non potevano che dare un forte scossone al mondo del bio (aziende, associazioni, organismi di certificazione, ecc) nazionale. Si sono susseguite nei giorni scorsi molte prese di posizioni, comunicati, analisi. Il fulcro di tutti gli interventi sono stati da una parte la difesa del bio nel suo complesso e la condanna di chi truffando crea un grave danno non solo ai consumatori ma anche alla credibilità del sistema bio, e dall’altra l’analisi dell’accaduto, come è potuto accadere e cosa si può fare per evitare che si possa ripetere. I vari attori del bio hanno voluto evidenziare come l'operazione Gatto con gli Stivali, pur essendo digrandi proporzioni, sia  chiusa dentro un certo giro e lontana dalla 'normalità' del biologico nazionale. Le indagini infatti, al momento, non riguardano le aziende agricole biologiche, ma si concentrano su importatori e trader, in particolare un giro legato principalmente ai cereali, alle farine, alle importazioni dalla Romania.
Tra le associazioni bio.
AIAB ha voluto ribadire che “ il bio è il settore più controllato e verificato dell'agroalimentare italiano. Vengono fatte oltre 60.000 visite ispettive ed oltre 6.000 campionamenti sull'insieme dei 47.000 operatori presenti in Italia. Per fare un esempio i NAS, su tutto l'agroalimentare italiano, l'anno scorso hanno fatto poco meno di 40.000 visite ispettive! Inoltre va anche chiarito che oltre al controllo specifico del bio, tutte le aziende sono comunque soggette ai controlli delle diverse autorità ovvero NAS, ASL, Agecontrol, Corpo Forestale.” Il neo-presidente di AIAB, Alessandro Triantafyllidis sostiene che per avere un bio sicuro contro le frodi, va incentivato il bio italiano, a filiera corta e locale. Per crescere ulteriormente il biologico ha bisogno di un peso maggiore dei produttori nelle filiere e di aumentare anche dal lato dell’offerta poiché la domanda cresce costantemente, perché i cittadini ci capiscono e ci cercano. Ma per incrementare l’offerta non chiediamo un aumento delle importazione da Paesi terzi e da frontiere considerate a rischio da sempre, chiediamo bensì politiche in grado di promuovere e far crescere il numero di produttori italiani. Per raggiungere l’ obiettivo è necessaria una revisione della Politica Agricola Comune (PAC) che premi finalmente l’agricoltura sostenibile che garantisce lavoro e beni pubblici, così come è necessario il miglioramento delle regole. Le norme del controllo devono evolvere: devono diventare più semplici e più rigorose, per garantire meno burocrazia e più controlli in campo. 
Il controllo è infatti una parte fondamentale del settore biologico, ci deve essere sistema e deve essere rafforzata la collaborazione tra Organismi di Controllo (OdC), Ministero, Regioni ed Enti preposti alla sorveglianza. Più in generale il settore del controllo deve evolvere: in professionalità degli ispettori e, soprattutto, in trasparenza. Un OdC non può avere interessi commerciali con i propri controllati, non li può portare in fiera, né fare promozione con il proprio marchio. Ed infine, le aziende che subiscono sanzioni pesanti o ritiro della certificazione non si possono accasare felicemente con un altro OdC, spesso definito “più serio”, senza che ci sia un’analisi seria delle cause delle sanzioni. Su questo il Ministero e le Regioni devono vigilare con maggiore impegno.
Il nuovo progetto Garanzia AIAB di filiera, ovvero garantire l’intera filiera dalle materie prime al prodotto finito realizzata esclusivamente da aziende italiane e 100% bio, è quanto mai necessario.”
FEDERBIO, con il suo presidente Paolo Carnemolla, afferma che “La vicenda non riguarda solo produzioni importate, ciò che più ci ha allarmati è stata la facilità con la quale persone disoneste sono riuscite a utilizzare le falle del sistema di certificazione nazionale di settore per costruire una frode di rilevanti dimensioni, anche se con tutta probabilità più cartacea e fiscale che reale, essendo del tutto inverosimile la quantità di prodotto stimata dalla Guardia di Finanza sulla base del fatturato rilevato rispetto alle capacità logistiche reali dei soggetti coinvolti. “ Carnemolla stigmatizza anche “la mancanza di coraggio da parte di chi sa nel segnalare a chi può intervenire anche prima che le situazioni diventino rilevanti ai fini penali” e afferma che “ora servono strumenti nuovi e a sistema per blindare le filiere e il sistema di certificazione, ovvero una piattaforma informatica che gestisca le informazioni sui certificati e sulle transazioni e banche dati sui costi di produzione e sulle rese” e un “un impegno costante nel far comprendere ai consumatori che il prodotto biologico può non essere sempre disponibile e esteticamente perfetto come quello convenzionale” Carnemolla denuncia anche come il Ministero dell’Agricoltura continua “a sprecare ingenti risorse pubbliche in progetti inutili e a non esercitare affatto il suo ruolo di coordinamento del sistema di certificazione”.
Federbio e UPBIO (l'Unione dei produttori bio che fa capo a Federbio), hanno preannunciato che si costituiranno parte civile nei confronti di 'chi ha operato in maniera disonesta e ha così contribuito a recare danni all'intero settore'. Federbio ha rimarcato la collaborazione degli organismi di certificazione con la Guardia di Finanza. 
 
Tra gli Organismi di controllo e certificazione
IMC sostiene che tutti, aziende, enti di certificazione, autorità competenti, enti di accreditamento, organizzazioni professionali, si devono interrogare per capire cosa non ha funzionato e cosa ha consentito a pochi male intenzionati di danneggiare il lavoro buono e onesto di molti.
L’Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC) sarà impegnato in prima linea insieme alle autorità competenti e insieme agli altri organismi di certificazione per garantire e comunicare ai consumatori il lavoro serio fatto dalla stragrande maggioranza delle aziende biologiche italiane.
Il nostro impegno in questa direzione sarà duplice: da una parte dentro la Federazione di settore Federbio dove siamo associati e dove a partire dai prossimi giorni avanzeremo le nostre proposte per il miglioramento del sistema di certificazione nel suo insieme; dall’altra parte, da subito, verso le aziende che utilizzano la certificazione IMC e verso i consumatori dei prodotti certificati IMC, che possono fare affidamento sulla politica della qualità di un ente di certificazione che ha da sempre valorizzato e investito sugli aspetti preventivi, a partire dalla qualificazione, professionalità e affidabilità del personale impiegato nelle attività di valutazione e certificazione”.
CCPB, con Patrizio Piva, afferma anch’esso che è lo stesso biologico la prima vittima ' di questo sistema delinquenziale che rischia di mettere a repentaglio l'immagine di un settore che in tempi di crisi continua a crescere'. Il CCPB negli ultimi mesi ha collaborato con gli organi di vigilanza per 'smascherare queste truffe che, per sete di facile denaro, rischiano di compromettere l'impegno di aziende serie che hanno fatto del biologico un'eccellenza italiana invidiata in tutto il mondo'.
ICEA, con Nino Paparella, commenta che 'stanno emergendo responsabilità individuali legate all'import: mele marce che non possono gettare fango sull'intero sistema, dove migliaia di imprese e professionisti lavorano ogni giorno con onestà'.
 
Le aziende.
Alce Nero e Mielizia informa che da anni denuncia nelle sedi competenti l'aumento di frodi nel biologico, azioni che danneggiano sia l'agricoltore onesto che il consumatore, minando la fiducia verso il biologico in generale e verso tutti gli operatori del settore. Sono stati individuati casi di prezzi addirittura inferiori ai costi di produzione, questi sono la dimostrazione di evidenti mancanze nel rispetto delle regole.'Senza controlli veri e approfonditi - ribadisce Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero e Mielizia - le regole vengono vanificate, e questo rappresenta un serio rischio per l'intera società'.
Almaverde Bio Italia, attraverso il commento del presidente Renzo Piraccini sostiene che'Il danno d'immagine per il biologico è grave ma la chiarezza, il rigore e i controlli severi tutelano le aziende che da anni operano con serietà nel settore (…) 'Sono certo che la vicenda non verrà strumentalizzata ed anzi contribuirà a promuovere l’impegno delle imprese e dei marchi che operano da anni con impegno e serietà'.
Ecor-Natura Sì sottolineache i prodotti al centro della truffa non sono mai stati commercializzati e venduti nei loro punti vendita e che il loro Controllo Qualità è strutturato per svolgere controlli accurati in tutta la filiera, partendo dal campo fino ad analisi multiresiduali presso i loro magazzini.
Ecor-natura Sì comunica di essersi impegnato “a favorire la circolazione di informazioni sugli operatori non corretti, per un loro rapido isolamento ed espulsione dal sistema di certificazione biologica.
Maggiori controlli per preservare un settore in crescita, è la richiesta di Paolo Bruni, presidente del COGECA,
 
I consumatori
Adiconsum: il Segretario Generale Pietro Giordano chiede “che si faccia chiarezza fino in fondo e che ai consumatori si faccia sapere chi intratteneva rapporticommerciali con le sei persone fermate.” Perché solo la conoscenza dei canali di vendita cui era destinata la merce sequestrata, può evitare che ora la prevedibile sfiducia dei consumatori possa mettere in crisi l’intero settore.
 
LE RIPERCUSSIONI ALL’ESTERO
Dietmar Franzelin, direttore commerciale di Bio Sudtirol di Lana (Bolzano), informa che “alcuni giorni dopo la vicenda, venerdì 9 dicembre,alcune catene distributive tedesche per precauzione hanno ritirato dagli scaffali i nostri prodotti, sebbene non c’entrassero nulla con la vicenda. Abbiamo avuto un rilevante danno d’immagine immediato, così come per le vendite, (..) solo quando si è compreso che il problema era circoscritto al settore del grano e delle farine gli ordini sono lentamente ripartiti “Su questa truffa ahimè in Germania – continua Franzelin – i commenti negativi su blog e organi di informazione si sprecano. Questa vicenda rischia di affossare l’immagine del settore biologico italiano all’estero. Ora serve fare chiarezza, punire in maniera esemplare i colpevoli, riformulare le regole creandone di più rigide ed effettuare monitoraggi ancora più accurati. Il ministero deve difendere le migliaia di aziende sane, oneste e capaci, come la nostra, che rischiano di venire fortemente penalizzate a causa di qualche pecora nera'.
Bio Suisse, federazione elvetica che rappresenta migliaia di aziende agricole, ha bloccato la commercializzazione di tutti i prodotti della società italiana Sunny Land, riconosciuta da parte di Bio Suisse. Il blocco della commercializzazione concerne sia le importazioni, sia gli articoli che già si trovano in Svizzera.
DALLA REGIONE LOMBARDIA
De Capitani: il bio aiuta la conservazione e la valorizzazione del territorio
L’assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia, Giulio De Capitani in occasione del suo intervento al Congresso Federale AIAB, tenutosi a Milano ai primi di dicembre, ha ricordato come la Regione stia sostenendo il settore biologico sia attraverso le misure del PSR sia, nell'ambito della programmazione regionale, attraverso azioni pianificate in sintonia con il Piano D'Azione Nazionale sull'Agricoltura, realizzate in collaborazione con La Buona Terra ed Aiab Lombardia,  Secondo De Capitani il sostegno regionale al bio è dovuto “ al fatto che questo tipo di azienda aiuta la conservazione e la valorizzazione del territorio".
"Stiamo portando avanti con le associazioni biologiche del territorio – ha detto l’Assessore - progetti per l'introduzione dei prodotti bio nelle mense scolastiche ed eventi che favoriscono il contatto diretto tra operatori biologici e consumatori. Inoltre, attraverso il sito bio.buonalombardia, offriamo un servizio gratuito agli operatori che vogliono promuovere i propri prodotti e abbiamo messo on-line l'intera banca dati delle aziende biologiche della Lombardia".
De Capitani ha evidenziato come il biologico contribuisca anche a diffondere presso le nuove generazioni la cultura dell'educazione alimentare e della sostenibilità ambientale. Infine l’assessore ritiene importante il tema, riferito all'aspetto economico e organizzativo, delle reti per favorire le imprese che operano nel Bio.
De Capitani ha anche rimarcato il valore sociale del bio tanto che si sta valutando di inserire nel nuovo Testo unico agricoltura della Lombardia “la definizione di fattoria sociale e di avviare un percorso di ascolto degli imprenditori di fattorie sociali per comprendere meglio le loro necessità". Fonte: Lombardia Notizie
 nuove disposizione per il biologico
La Giunta regionale lombarda, su proposta dell'assessore all'Agricoltura Giulio de Capitani, ha approvato un provvedimento che mira a semplificare il procedimento di notifica dell’attività biologica da parte degli operatori e alla gestione dell'elenco regionale degli operatori biologici, che stabiliscono tempi certi e semplificano le procedure, senza alcun onere aggiunto per gli operatori biologici e per la Regione. Vengono inoltre rese omogenee le procedure di istruttoria adottate da ciascuna Provincia, mentre l'albo regionale degli operatori biologici verrà aggiornato e sarà consultabile on-line.
Fonte: Agra Press
 
DAL MIPAAF
 
le linee programmatiche del nuovo ministro Catania
Il nuovo Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha illustrato, nel corso dell’audizione di fronte alle Commissioni agricoltura del Parlamento, le sue linee programmatiche.
Il Ministro ha individuato in quattro punti le priorità della sua azione di governo:
- le politiche comunitarie ed i negoziati per la nuova Pac e la nuova Pcp: opporsi al criterio degli aiuti comunitari dati principalmente in base alla superficie e non alla redditività e alla qualità dei prodotti;
- la competitività delle filiere, la promozione del Made in Italy e il contrasto alle crisi di mercato:  necessità di innovare e riformare i rapporti interni alle filiere con l’obiettivo di fondo di impostare nuove relazioni commerciali nelle filiere a partire da quelle strutturalmente più esposte come quella ortofrutticola; promozione e della tutela del Made in Italy” all’estero ma anche in Italia;
- l’accesso delle imprese al credito e agli strumenti finanziari;
- il rilancio del Ministero.
Fonte: Aiol
dismissioni dei terreni agricoli e priorità ai giovani: Catania promette la vigilanza del Mipaaf
Nel numero scorso di BioLombardia News avevamo dato l’informazione che nella legge di Stabilità del 2012, al fine di rilanciare l’occupazione in agricoltura e, soprattutto, agevolare i processi di ricambio generazionale nel settore agricolo, il legislatore ha introdotto nell’ordinamento una norma che rende possibile l’alienazione dei terreni agricoli di proprietà dello Stato e degli enti pubblici nazionali non utilizzabili per altre finalità istituzionali”. Vi avevamo informato anche che c’erano diverse perplessità sulle possibilità che questa operazione raggiungesse gli obiettivi che si prefiggeva; in particolare i dubbi sono sulle modalità di vendita e sulle modalità di assegnazione ai “giovani agricoltori” per evitare che sia una “svendita” a danno delle casse dello Stato e a vantaggio dei soliti speculatori e che hai veri giovani arrivasse poco e niente.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, nel corso del “Question time” alla Camera, rispondendo a una interrogazione prevede che, entro tre mesi dall’entrata in vigore della disposizione, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze vengano adottati uno o più decreti con cui vengano individuati i terreni a vocazione agricola, che possono essere dismessi, attraverso l’asta pubblica o la trattativa privata. “Il Ministero - ha concluso Catania-vigilerà affinché i terreni agricoli dismessi non vengano utilizzati per finalità diverse da quelle previste dalla norma evitando, in tal modo, anche che si possa realizzare di fatto la svendita surrettizia di beni pubblici”.
Registriamo sul tema anche la presa di posizione di Alessandro Triantafyllidis, neo presidente di AIAB che afferma: “più che una misura per incentivare l'imprenditoria giovanile in agricoltura, l'alienazione dei terreni pubblici è una misura poco lungimirante volta a fare cassa”. Continua Triantafyllidisper garantire ai giovani l'accesso alla terra e per garantire a tutti i cittadini la tutela di beni comuni quali il suolo e le foreste, infatti, non serve svendere i terreni agricoli demaniali, bensì concederli in affitto - così da garantire allo Stato una rendita costante nel tempo - privilegiando le imprese agricole condotte da giovani (…) le forme associative di imprenditoria quali le cooperative e i sistemi produttivi agroforestali realmente sostenibili. Inoltre, affinché la misura svolga un'efficace azione di promozione dello sviluppo, va garantito l'accesso al credito per i giovani agricoltori che intendano investire nei terreni demaniali”.
Fonti: Aiol, Aiab
 
AIAB: le nuove linee programmatiche
Si è svolto a Milano dal 1° al 4 dicembre scorso il Congresso Federale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica - AIAB. Sono stati eletti il nuovo presidente nazionale, Alessandro Triantafyllidis, e i membri del Comitato Esecutivo Federale (CEF), Salvatore Basile, Cristina Micheloni, Caterina Santori e Lorenzo Vinci. 
Alessandro Triantafyllidis, ha presentato la Tesi congressuale e le priorità nell’agenda politica dell’associazione da affrontare nei prossimi tre anni in continuità con quanto proposto nei sei anni di presidenza di Andrea Ferrante. “Il punto fermo dal quale partiamo è la concezione del biologico che caratterizza l’AIAB,  ossia il biologico come modello di sviluppo. Per essere ancora più espliciti, non promuoviamo solo la produzione di cibo, ma la biodiversità e al sicurezza alimentare, lo sviluppo del territorio, la produzione di innovazione, la tutela dei beni comuni e la qualità del lavoro”.  
A livello nazionale sono state identificate tre priorità:
La filiera alimentare: si lavora per “cambiare i rapporti nella filiera alimentare per dare un maggiore peso ai produttori di cibo, sviluppare quindi sistemi alternativi di distribuzione e cambiare il rapporto tra produttori e cittadini/consumatori”
Il sistema di certificazione: pur restando uno strumento fondamentale per il biologico deve evolvere per superare tutti i suoi limiti e le sue rigidità che mostra oggi; “su questo fronte gli obiettivi sono introdurre la certificazione di gruppo e sperimentare i sistemi partecipativi di garanzia per rendere il processo di certificazione inclusivo e non esclusivo come purtroppo si sta rivelando a d oggi.
l’accesso alla terra: “i drammatici dati del 6° Censimento Generale dell’Agricoltura lo confermano, è imprescindibile agevolare l’accesso di giovani, ma non solo, alla terra e all’attività agricola”; c’è anche l’obiettivodi far tornare a crescere il biologico anche a livello produttivo.
Per il nuovo presidente di AIAB a livello europeo la priorità è di influire, facendo lobby, sulla riforma della Politica Agricola Comune perchè pur con il positivo esplicito riconoscimento dell’agricoltura biologica, sia nel Primo che nel Secondo Pilastro, non si è “ancora arrivati alla riforma che vogliamo e l’attuale bozza si caratterizza soprattutto come un’operazione di mero greenwashing”.
Fonte: AIAB
 
È nata “UPBIO” (Unione nazionale Produttori Biologici e Biodinamici FederBio)
Si è svolta lunedì 14 novembre a Roma l’assemblea costitutiva di UPBIO per volontà dei produttori biologici aderenti a FederBio. Si è così concluso il percorso iniziato un anno fa. Fanno parte di Upbio 5 associazioni nazionali (Terra Sana Italia, Agribio Italia, Anabio, Anaprobio, Biol Italia, Demeter Italia), oltre che da 15 associazioni regionali e 14 Organizzazioni di Produttori (OP) nessuna delle quali lombardi, già aderenti a FederBio. Upbio afferma che rappresenterà quasi 20.000 aziende biologiche, circa la metà di tutti i produttori biologici italiani e di gran lunga la più rappresentativa del comparto”.
UPBIO intende principalmente operare sul piano della attività di rappresentanza e tutela dei produttori biologici italiani e per lo sviluppo di tutte le forme organizzate di produttori biologici. Vuole impegnarsi per: stimolare l’aggregazione dei produttori attraverso la costituzione di nuove OP e cercare di creare una presenza organizzata dei produttori bio con propri punti vendita nelle maggiori città italiane; elaborare proposte sulle normative che riguardano l’agricoltura biologica; favorire accordi interprofessionali tra produzione, trasformazione e distribuzione; sviluppare la Rete della filiera corta bio; supporto alle aziende agricole e servizi ai soci riguardo alle problematiche specifiche delle tecniche in agricoltura biologica, PSR, certificazione e pacchetti finanziari; azioni di lobby verso  Governo e Parlamento per far crescere l’agricoltura biologica.
Per maggiori informazioni su UPBIO: http://www.federbio.it/soci-produttori.php .
Fonte: FederBio
 
31 DICEMBRE : SCADE IL BANDO “UN FONDO PER LA TERRA”
Ancora pochi giorni (scade il 31 dicembre) per aderire al bando di ricerca "Un fondo per la terra" per la progettazione di uno strumento finanziario a sostegno dell'accesso alla terra. Il bando, rivolto a laureati in giurisprudenza, agraria, economia, urbanistica o assimilate, è finanziato dalla Fondazione banca etica in collaborazione con l'Associazione italiana agricoltura biologica, Aiab, e altri importanti partner nell'ambito della finanza e della cooperazione (Banca popolare etica, Mag 2, Sefea e Scret). Obiettivo della ricerca è la creazione di uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare (in maniera onerosa) ad agricoltori, singoli o organizzati, che intendano produrre cibo con metodo biologico mantenendo la proprietà indivisa e vincolata nel tempo all’uso spiccatamente agricolo. Un'azione concreta per dare una risposta al problema del controllo della produzione di cib o e a fenomeni globali come di land grabbing. Le domande devono pervenire in forma cartacea ed elettronica (specificando nell’oggetto “Bando Un fondo per la terra”) alla Fondazione culturale responsabilità etica entro il 31 dicembre 2011, al seguente indirizzo: Fondazione culturale responsabilità etica, piazza dei Ciompi, 11 – 50122 Firenze fondazione@bancaetica.org La valutazione verrà effettuata insindacabilmente da una commissione nominata dalla Fondazione.
Fonte: AIOL
 
visite di studio AIAB per viticoltori bio
AIAB sta riproponendo da novembre 2011 a tutto il 2012 una serie di visite di studio sulla viticoltura ed enologia biologica. Negli scorsi anni si sono fatte visite allle cantine e ai vigneti di Spagna, Francia e Germania, mentre sono in programmazione visite (3-4 giorni) a realtà significative del biologico italiano, francese, spagnolo, svizzero e sloveno.
Info e contatti: Livia Ortolani
- l.ortolani@aiab.it
Fonte: AIAB
Guida ai vini d'Italia bio 2012
E’ l'unica guida dedicata esclusivamente al settore vinicolo biologico ed uscirà nella sua 15^ edizione a gennaio per l’editrice Tecniche Nuove. La Guida ai vini d’Italia bio 2012 segue l’evoluzione del settore dei vini biologici da 15anni, evidenziando una crescita sia nel numero dei produttori, sia nella qualità del vino. La guida presenta le aziende che coltivano con il metodo biologico e recensisce i vini prodotti, attraverso una scheda di degustazione. Vengono segnalati i migliori vini nelle varie categorie, bianchi, rossi, rosati, spumanti, dolci.