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INERBIMENTO: SCELTA DELLE ESSENZE

Risulta estremamente importante la scelta delle essenze che differiscono tra loro per le esigenze idriche e nutrizionali, la velocità di insediamento, la resistenza al calpestio e l’accrescimento.
La scelta dovrà essere effettuata tenendo anche in considerazione l’adattabilità delle varie specie all’ambiente.
I migliori risultati si ottengono seminando miscugli di 3-4 specie di graminacee (loietto inglese, festuche, bromo e poa pratense). Le graminacee permettono di avere un prato con bassi costi di manutenzione ed hanno inoltre una buona velocità di insediamento, maggiore competitività con le infestanti, costi della semente contenuti, tolleranza a stress di ogni tipo e tagli frequenti. Forniscono inoltre una abbondante massa verde.
 
Essenze Adattamento terreni  Necessità nutrizionale  Competizione Infestanti - Vite Necessità idriche
Primav-Est   
Facilità insediam  note
 
Festuca arundinacea  Tutti  +++ +++ +++             +++     +++     +/++  V.C.
 
Festuca rubra  Medio-leggeri ++ +/++   ++ ++/+++  ++ + V.C.
 
 Bromo catartico  Tutti +++

++     +++

+++      +

 

++ R.E
 
 Lolium multiflorum  Tutti ++ ++      ++

++        +

 

+++

 

R.E
 
Lolium perenne Tutti ++ ++        ++    +         ++ ++/+++ V.C.
 
Lilium rigido*  Tutti +

+/++    +/++

+/++    + ++ R.E
 
Trifoglio ladino Tutti ++

+/++     +++

+++  +++

+/++ V.C.
 
Trifoglio sotterraneo brachicaulis* Leggeri  +

+          +/++

++  0/+

+/++ R.E
 
Trifoglio resupinato*  M. pesantiA. leggeri  +

++         +

            0/+ ++ R.E
 
Mediche annuali* Tutti ++

+        +/++

++   0/+

++ R.E
 
 
Caratteristiche delle principali specie erbacee utilizzate per l’inerbimento 
 (* sensibili al freddo) Legende: 0 nulla; + scarsa; ++ media; +++ elevata; R.E.  = stasi vegetativa estiva; V.C. = vegetazione continua    
                                                        
E’ comunque importante utilizzare varietà “da tappeto” e non da foraggio che hanno un habitus vegetativo molto basso.
Le leguminose autoriseminanti (trifogli e mediche), utilizzate per lo più nelle aree mediterranee o submediterranee, risultano interessanti anche per ambienti più temperati.
Pur essendo più competitive verso la vite per quanto riguarda elementi nutritivi ed acqua, hanno una limitata interferenza con la vite in quanto i loro cicli non coincidono, infatti vegetano attivamente in autunno e parte della primavera quando la vite è in riposo. Sono inoltre in grado di accorciare il loro ciclo in caso di carenza idrica o allungarlo in caso di disponibilità, assicurando un’azione antierosiva nel periodo invernale. Inoltre dopo il disseccamento i residui di vegetazione mantengono la portanza del terreno (soprattutto le specie da pascolo) e apportano al terreno buone quantità di azoto. Un loro limite di impiego nelle zone settentrionali è costituito dalla scarsa resistenza alle basse temperature, dalla scarsa adattabilità edafica, dal limitato accrescimento invernale e dalla scarsa competizione con le graminacee poliennali nel caso di prolungata disponibilità idrica.
Le mediche sono meno resistenti dei trifogli al freddo, ma più adattabili alle varie situazioni pedologiche.
E’ preferibile seminare le essenze a spaglio, a fine estate-inizio autunno in modo da evitare la competizione con le infestanti annuali che sono particolarmente rigogliose in primavera.
Nei primi anni è consigliabile effettuare concimazioni più abbondanti, calcolando sia le asportazioni del vigneto che anche del prato.
Gli sfalci vanno eseguiti quando la vegetazione raggiunge i 15-20 cm di altezza, avendo cura di non effettuare tagli troppo bassi per non compromettere un buon ricaccio.
Dopo aver trinciato il sovescio si deve lasciare appassire  per 3-4 giorni per poi interrarlo superficialmente con l’attrezzo più adatto (es. zappatrice).
Se si è in presenza di molta acqua si terrà più alta la taglia delle piante, così da aumentare la traspirazione, se invece c’è secco i tagli saranno più frequenti.
 
 
(marzo 2011)
 
Vedi anche:
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