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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
SCELTA DEI VITIGNI E LE COMBINAZIONI DI INNESTO
Nella produzione dei prodotti agricoli vegetali non devono essere utilizzati O.G.M. Organismi Geneticamente Modificati e/o prodotti derivati da tali organismi.
Per l’impianto del vigneto o per il ripristino delle fallanze possono essere utilizzate soltanto barbatelle ottenute con il metodo di produzione biologico.
Nel caso in cui non siano disponibili le varietà, i cloni e/o i portinnesti richiesti è possibile utilizzare barbatelle di origine convenzionale, ma è obbligatorio richiedere una deroga all’E.N.S.E. Ente Nazionale Sementi Elette almeno 30 giorni prima dell’impianto.
Anche le sementi utilizzate per la semina del sottofilare sono soggette ai medesimi obblighi.
Per ottenere vini di pregio è importante scegliere vitigni adatti all’ambiente.
Nelle zone più fredde i migliori risultati si hanno con vitigni bianchi a maturazione precoce; mentre i rossi giungono a maturazione solo in condizioni di temperature più elevate e con esposizioni favorevoli.
Occorre tenere presente la sensibilità varietale nei confronti di avversità biotiche o abiotiche in base alle caratteristiche ambientali del luogo di impianto.
Per ogni provincia è preferibile operare la scelta nell’ambito dei vitigni raccomandati o autorizzati, i cui prodotti possano fregiarsi del marchio di denominazione d’origine.
La giusta scelta del portinnesto può condizionare l’esito della coltivazione, soprattutto in presenza di fattori estremi (eccessivo potere clorosante del terreno, siccità prolungata, asfissia, carenze o eccessi di elementi nutritivi).
La scelta del portinnesto deve essere fatta in funzione dei seguenti parametri:
• adattabilità a condizioni edafiche (riferite al terreno) e climatiche limitanti, dovute a fattori biotici (nematodi, agenti di marciumi radicali, cocciniglie) e abiotici (siccità, umidità, compattezza, salsedine, acidità, calcare, carenze di potassio e magnesio);
• regolazione della vigoria della pianta in modo da ottimizzare il rapporto tra quantità di uva per ceppo e sua qualità;
• induzione di precocità o tardività nella maturazione (questo è un aspetto in parte legato a quello precedente).
• alto grado di radicazione per talea e affinità con la marza.
Utilizzando i portinnesti meno vigorosi si incrementano le fasi di accumulo e di maturazione, portando ad una migliore qualità del prodotto.
Negli ultimi anni si è avuto un aumento dell’utilizzazione dei portinnesti: 1103P, SO4, 779, P161-49, 110R, 3309, 41B, mentre si è avuta una diminuzione carico di Kober5BB, 420A, 140 Ru e 157-11. Ha avuto una notevole diminuzione soprattutto il Kober5BB, portinnesto versatile ma non adatto alla viticoltura di qualità fatta su terreni poveri e collinari e con elevate densità di impianto.
Per scegliere con razionalità il portinnesto è importante effettuare l’analisi del terreno sul quale si pianterà il nuovo vigneto, il prelievo dovrà essere eseguito successivamente alle eventuali operazioni di livellamento con spostamenti e riporti di terra.
In condizioni normali sono da preferire portinnesti che regolano il vigore del vitigno allo scopo di ottenere un equilibrato rapporto vegeto-produttivo.
| Portinnesto |
Resistenza siccità |
Resistenza umidità |
Resistenza calcare |
Resistenza ristoppio |
Effetto sul tempo maturazione |
Vigore |
| KOBER5BB |
scarsa |
media |
media |
media |
ritardo |
buono |
| SO4 |
media |
media |
media |
media |
lieve anticipo |
buono |
| 1103 PAULSEN |
buona |
buona |
media |
buona |
ritardo |
elevato |
| 420A |
media |
scarsa |
media |
molto scarsa |
nessuno |
medio-basso |
(febbraio 2011)
Vedi anche: