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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
FLAVESCENZA DORATA:
la difesa
Non si sono ancora mezzi di lotta diretta nei confronti di questa malattia, l'unica possibilità d'intervento è la prevenzione. La Flavescenza Dorata diventa un problema serio nel caso venga sottovalutata; può essere tuttavia tenuta facilmente sotto controllo tramite:
· l'utilizzo di materiale di propagazione sano;
· l'eliminazione delle piante infette, che costituiscono un pericoloso focolaio d'infezione;
· evitando concimazioni eccessive (le viti più vigorose sono le più colpite);
· effettuando potature estive (si evita l’affastellamento della vegetazione che può ospitare nelle zone ombreggiate e umide la cicalina);
· rimuovendo e bruciando il materiale della potatura invernale e dei tralci verdi a giugno (in un vigneto con piante giovani e con non più del 5-6% delle piante colpite, è consigliabile l’estirpazione delle piante infette). La capitozzatura sembra non dia dei grossi risultati (recupero del 20% delle piante), perché risulta inutile se i primi germogli sono nuovamente infestati dalla cicalina;
· la lotta all’insetto vettore. A tale proposito, il Decreto Ministeriale del 31.5.2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 10 luglio 2000, ha introdotto la lotta obbligatoria allo Scaphoideus titanus su tutto il territorio nazionale, non solo nelle aree già infette, ma anche in quelle esenti. I Servizi Fitosanitari Regionali hanno il compito di monitorare la diffusione della malattia nei territori di propria competenza e definire le misure di lotta da adottare. Importante è monitorare il volo della cicalina mediante trappole cromotropiche al fine di intervenire al momento giusto con il trattamento. Solitamente si posizionano al 20-25 giugno e vanno posizionate non in pieno sole, considerando che le neanidi preferiscono le zone ombreggiate, umide e più vicino al terreno. I trattamenti si effettuano, sulla base delle indicazioni fornite dal bollettini diramati dal Servizio Fitosanitario Regionale, alle epoche seguenti:
· alla comparsa delle forme giovanili di terza età (dopo 30 giorni dalla schiusura delle uova che corrisponde circa alla seconda-terza decade di giugno circa);
· seconda decade di luglio, contro i primi adulti.
E’ possibile effettuare un trattamento in inverno con olio bianco che consente di distruggere il 25-35 % delle uova (indispensabile una buona bagnatura della pianta).
Per i trattamenti estivi in viticoltura biologica il prodotto che ha dato sinora i migliori (ma non completi) risultati è il piretro con l’aggiunta di sapone molle o olio bianco impiegato alla dose di circa 60 grammi di piretrine naturali per ettaro; ad esempio con prodotti commerciali liquidi contenenti il 4% di piretrine naturali, utilizzando 10 hl/ha di soluzione, la miscela deve contenere 150 g di prodotto commerciale per ettolitro. Al piretro è bene associare olio bianco alla dose di 2-3 kg/ha (200- 300 grammi/hl utilizzando 10 hl/ha). Fare attenzione di eseguire il trattamento alla sera tardi e utilizzando acqua non alcalina, eventualmente acidificandola con acido citrico. E’ importante bagnare bene la parte inferiore della foglia.
(dicembre 2010)
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