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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
 
OIDIO:
la difesa fitosanitaria
 
L’antioidico per eccellenza di sicura efficacia è lo zolfo che può essere utilizzato in tutte le fasi fenologiche, anche se è da tenere presente che risulta poco efficace con temperature inferiori ai 15-16°C e fitotossico a temperature superiori ai 32°C; in quest’ultimo caso è consigliabile effettuare i trattamenti al mattino o nel tardo pomeriggio.
Nei vigneti molto sensibili all’oidio e in presenza di forte inoculo, proveniente da infezioni tardive sfuggite ai trattamenti dell’anno precedente, è sempre consigliabile un primo intervento alla fase di 2-3 cm di germoglio.
Si può intervenire a scopo preventivo in febbraio con permanganato di potassio (ha un’azione bloccante ed è un forte ossidante) al 3%. Il permanganato può essere utilizzato per bloccare un attacco di oidio, facendo seguire entro 24 ore un trattamento con zolfo in polvere o bagnabile.
In alternativa, si suggerisce di abbinare nelle prime fasi vegetative zolfo bagnabile ai trattamenti antiperonosporici a base di rame nelle dosi di 4-6 kg/ha di zolfo micronizzato o 2-3 kg/ha di zolfo colloidale (con alcuni zolfi micronizzati si può arrivare anche 8-10 Kg/Ha). Intervenire con zolfo in polvere alla dose di 30-40 kg/ha per 3 volte alla distanza di 6 giorni in tutte le zone a rischio prima della chiusura del grappolo.
Somministrare sempre lo zolfo nelle ore più fresche della giornata, altrimenti può avere effetti tossici per la pianta.
Nelle zone a rischio i momenti fondamentali quindi per il trattamento sono:
· germoglio di 5-8 cm;
· inizio fioritura;
· allegagione avvenuta;
· inizio chiusura grappoli;
· inizio invaiatura.
In zone meno a rischio si possono evitare i primi 2-3 trattamenti.
Nei periodi a basso rischio, si può intervenire con zolfo bagnabile, unito ai trattamenti antiperonosporici, nei periodi ad alto rischio è opportuno intervenire con zolfo in polvere, di maggiore efficacia.
Anche dopo la chiusura del grappolo è consigliabile usare lo zolfo in polvere perché riesce maggiormente a diffondersi nel grappolo.
Per diminuire la fitotossicità si possono addizionare allo zolfo il litotamnio o la bentonite agronomica.
Per scongiurare i problemi legati alla presenza di residui di zolfo sulle uve in vinificazione, si consiglia, negli ultimi trattamenti prima della raccolta, di sostituire lo zolfo con il fungo antagonista Ampelomyces quisqualis.
 
 

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