Via Schia 21 fr. Sedena - 25017 LONATO (BS) - tel. e fax 030.9133263 393.9242224
 

 

   
 
Sei in: coltivazioni biologiche>olivo e olio>avversità del’olivo
 
TIGNOLA DELL’OLIVO (PRAYS OLEAE)
 
CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
 
Uovo: Colore bianco
Lunghezza 0,5 mm
Larva: Colore da marrone a verde                                                                                           Larva
 Lunghezza 6-7 mm circa
Crisalide: Colore marrone racchiusa in un bozzolo bianco                                                    
Adulto: Farfalla di colore bianco cenerino, con macchie nere sulle ali
 Lunghezza 6-7 mm
 Apertura alare di circa 13-14 mm.   
                                                         Crisalide
 
CICLO VITALE
La tignola dell’olivo compie tre generazioni all’anno: antofaga (sui fiori), carpofaga (nei frutti) e fillofaga (sulle foglie). La larva sverna all’interno delle foglie e si incrisalida nel mese di marzo. Gli adulti compaiono al momento della differenziazione dei bottoni fiorali sui quali depongono le uova. Le larve della prima generazione penetrano nei fiori, si nutrono degli stessi legandoli con un filo sericeo a gruppi di 10-15 formando un glomerulo in cui si incrisalidano. Gli adulti della seconda generazione depongono le uova vicino al peduncolo dei frutticini. Le larve che si generano scavano una galleria per giungere nel nocciolo di cui si nutrono. Le larve mature fanno il percorso in senso inverso per uscire dal frutto in prossimità del peduncolo. Le crisalidi di questa generazione si sviluppano nel terreno. Gli adulti della terza generazione compaiono alla fine dell’estate e depongono le uova sulla pagina superiore delle foglie, presso la nervatura centrale. Le larve che ne fuoriescono erodono così le foglie.
DANNI
I danni più consistenti sono dati dalla generazione carpofaga, che causa la cascola delle olive. La soglia d’intervento è di circa il 15% di olive infestate.
 
 
 
 
CONDIZIONI FAVOREVOLI
Inverni miti
 
 
DIFESA FITOSANITARIA
Le sostanze autorizzate per l’agricoltura biologica non sono in grado di bloccare lo sviluppo larvale nella fase di penetrazione della drupa pertanto non si intervienecontro la generazione carpofaga bensì contro l’antofaga e la fillofaga.
Il prodotto da utilizzare è il Bacillus Thuringiensis var. kustaki o aizawai. Questo batterio produce delle tossine che alterano l’apparato digerente delle larve bloccandone l’alimentazione.I trattamenti si effettuano in primavera e in autunno alla dose di 100 gr per 100 litri di acqua.*
 
* si consiglia comunque di osservare la dose indicata sull’etichetta del prodotto che si utilizza.
 
(Maggio 2009)