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LA GESTIONE DEI FITOFAGI E DEI PATOGENI
3. IMPIEGO DI PRODOTTI FITOSANITARI
Come precedentemente detto l'insieme di tutti questi interventi non esclude comunque la necessità di intervenire con prodotti fitosanitari. I prodotti ammessi, con le rispettive possibilità d'uso, sono indicati nell'allegato II del regolamento CE 889/2008. Vi sono sostanze di origine vegetale o animale, microrganismi (batteri, funghi e virus), sostanze prodotte da microrganismi (spinosad), altre sostanze di uso tradizionale in agricoltura biologica. Tra queste abbiamo molti prodotti di origine minerale e sostanzialmente i fungicidi più utilizzati quali il rame, lo zolfo. Per il rame è importante sottolineare che la normativa prevede un limite massimo 6 kg per ettaro l'anno. Citando il regolamento “Per le colture perenni, in deroga a quanto sopra, gli Stati membri possono autorizzare il superamento, in un dato anno, del limite massimo di 6 kg di rame a condizione che la quantità media effettivamente applicata nell'arco dei cinque anni costituiti dall'anno considerato e dai quattro anni precedenti non superi i 6 kg”. Tale deroga è molto importante per la gestione della coltura della vite.
Nell'allegato II vi sono altre sostanze come il fosfato ferrico (che si può spargere in superficie tra le piante coltivate come molluschicida), l'idrossido di calcio (fungicida utilizzabile solo su alberi da frutta, comprese le piante nei vivai, per il controllo della Nectria galligena). Categoria particolare è quella delle sostanze utilizzabili esclusivamente in trappole e/o distributori automatici. Tra queste vi sono i feromoni e due piretroidi (deltametrina o lambdacialotrina), questi ultimi sono due sostanze di sintesi chimica utilizzabili solo in trappole con specifiche sostanze attrattive e solo per il controllo della Bactrocera oleae e della Ceratitis capitata Wied. Si ricorda che, come da articolo 5 del regolamento CE 889/2008, vi è l'obbligo a fine campagna di ritirare le trappole e i distributori automatici contenenti principi attivi fitosanitari.
Attualmente è il rotenone la sostanza sulla quale vi sono più perplessità tra quelle presenti nell'allegato II. Infatti i prodotti fitosanitari contenenti rotenone saranno utilizzabili fino a ottobre 2011. Per alcuni prodotti è però già stata revocata l’autorizzazione con il D.M. Del 15-01-2009, a causa del mancato adeguamento al Reg. CE 396/2005 e al collegato Reg. CE 149/2008 (il documento lo trovate nel presente sito). L'impiego è consentito, per lo smaltimento scorte, fino al 10 ottobre 2009.
In generale va ricordato come sia importante agire in modo mirato valutando elementi quali la soglia d'intervento, la selettività del prodotto utilizzato, il giusto dosaggio, eventuali problemi di fitotossicità e quali siano le condizioni ideali con cui effettuare i trattamenti. Bisogna quindi considerare la sensibilità alla luce dei prodotti (il piretro ad esempio è fotolabile), valutare il pH dell'acqua se il prodotto viene distribuito in forma liquida (molti principi attivi non agiscono in condizioni di alcalinità), effettuare l'adeguata regolazione della macchina irroratrice, avere uno sviluppo vegetativo della coltura che favorisca la distribuzione del prodotto sulla pianta, valutare la possibilità di abbinare fra loro più prodotti in un trattamento in maniera tale da ottenere un effetto sinergico e risparmiare, effettuando più trattamenti in un unico passaggio. In questo ultimo caso è importante considerare la compatibilità di tali prodotti.
(Marzo 2009)
Vedi anche:
- La gestione dei fitofagi e dei patogeni: introduzione e metodi di prevenzione
- La gestione dei fitofagi e dei patogeni: metodi di lotta diretta