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IL MELO:
Fitofagi : Carpocapsa
 
Carpocapsa (Cydia pomonella)
Questo lepidottero è il fitofago che colpisce maggiormente la coltura del melo. Il danno riguarda i frutti che, se attaccati in fase di accrescimento, cascolano, mentre se vengono colpiti in fase di maturazione subiscono comunque danni estetici tali da causare un notevole deprezzamento. La carpocapsa svolge tre generazioni all'anno e sverna come larva o nel tronco o nel terreno. La crisalide si forma all'inizio della primavera e lo sfarfallamento degli adulti si ha generalmente nella seconda metà di aprile. L'attività degli adulti è principalmente crepuscolare e l'accoppiamento si ha con temperature superiori ai 15 C°. In seguito avviene la deposizione delle uova (non più di 50 per femmina). Nelle prima generazione le uova vengono deposte principalmente sulle foglie o in prossimità delle fruttificazioni. Gli individui della prima generazione proseguono il loro sfarfallamento fino ad estate inoltrata, mescolandosi con quelli della seconda. Le larvette della prima generazione migrano verso i frutticini (in questo passaggio possono recare dei lievi danni alle foglie) e, una volta giunte a destinazione, penetrano sino all'ovario dove si nutrono dei semi, qui raggiungono la maturità in circa 4 settimane e fuoriescono per andare ad incrisalidarsi sul tronco. Dall'inizio dell'estate si ha lo sfarfallamento della seconda generazione, la quale depone le uova sui frutti dove si ha la formazione e l'accrescimento delle larve. Alcune di queste vanno in diapausa e sfarfallano l'anno seguente, altre sfarfallano ancora nell'estate accavallandosi a quelle della seconda generazione. Le larve originate da questa generazione completano il loro sviluppo nei frutti in fase di maturazione, dopo di che entrano anch'esse in diapausa.Per non favorire la diffusione di questo insetto è consigliabile: evitare la vicinanza con piante di noci, che possono essere ospiti; favorire la presenza di strutture ecologiche atte ad incrementare la biodiversità e quindi a favorire la presenza di antagonisti naturali; eliminare dal frutteto, in fase di raccolta, tutti i frutti colpiti. La difesa fitosanitaria si basa sostanzialmente sulla confusione sessuale e sull'utilizzo del virus della granulosi (negli ultimi anni, si stanno provando altri prodotti come ad esempio sostanze a base di nematodi entemopatogeni). Solitamente le due pratiche vengono utilizzate integrandole fra loro. L'efficacia della confusione sessuale dipende dal livello di infestazione dell'insetto (deve essere medio/bassa), dalla regolarità e dalle dimensioni dell'appezzamento (superficie superiore almeno ad un ettaro). Anche il clima gioca un ruolo importante, dal momento che in situazioni climatiche più fredde vi sono al massimo due generazioni all'anno.
Il virus della granulosi ha dimostrato una buona efficacia, anche perché attualmente vi è la possibilità di utilizzare preparati che non richiedono più l'aggiunta di fagostimolanti e sostanze che proteggano dai raggi ultravioletti (il virus della granulosi è fotolabile). Inoltre si sono isolati nuovi ceppi di virus che agiscono senza incontrare i fenomeni di resistenza che si stavano manifestando negli ultimi anni (Si ricorda di evitare di effettuare trattamenti con acqua avente pH maggiore a 8, in tal caso acidificare con prodotti ammessi in agricoltura biologica). Il virus è più efficace sulla prima generazione. Il momento ideale per intervenire è alla schiusura delle uova, in modo da agire sulle larvette nella loro fase di migrazione prima che arrivino ai frutticini. Data la scalarità nella schiusura delle uova, è consigliabile effettuare più trattamenti (2-4) a distanza di circa 8 giorni. È infatti fondamentale limitare lo sviluppo della carpocapsa nella prima generazione. In tal modo è gestibile il controllo del fitofago, rendendo più efficace l'utilizzo della confusione sessuale sulla seconda ed eventuale terza, generazione. Il Virus della granulosi sulla seconda e terza generazione ha più difficoltà di azione, sia per le elevate temperature che ne riducono l'efficacia, sia per il fatto che le larvette giungono a morte in 2-5 giorni e quindi, essendo le uova depositate direttamente sui frutti, non evita il danno dovuto alla penetrazione superficiale delle larvette stesse detto bacato secco. Ciò non compromette le caratteristiche organolettiche ma può comunque creare un danno estetico.
 
(settembre 2010)
 
Vedi anche:
-Il controllo fitosanitario
 
 
 
 
 
 
 
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