IL MELO:
Fitofagi : Afide lanigero
Afide lanigero (Eriosoma lanigerum)
L'afide lanigero infesta i rami e il tronco del melo e in taluni casi (innesti sensibili) può colpire anche le radici. Tale insetto è in grado di effettuare anche venti generazioni in un anno. Svernano nella forma di giovani femmine attere che trovano rifugio sotto la corteccia, nei grossi tagli di potatura, sulle radici e anche nei cancri rameali. In primavera avviano la fase riproduttiva. Anche questo fitofago può causare danni consistenti sottraendo linfa e causando deformazioni dei tessuti, rigonfiamenti e rotture della corteccia favorendo l'infezione da parte di patogeni fungini.
L'azione di controllo preventivo si basa sul ricorso a: concimazioni organiche azotate che contribuiscono a limitare lo sviluppo vegetativo, irrigazioni localizzate, potature equilibrate, presenza di strutture ecologiche e l'attenzione nei trattamenti a non danneggiare gli insetti antagonisti. Fra questi di particolare importanza è l'Aphelinus mali, un imenottero la cui presenza adeguata può essere fondamentale per il controllo dell'afide lanigero.
Per quanto riguarda la difesa fitosanitaria si effettuano i trattamenti in pre e postfioritura con piretro, miscelato con olio minerale bianco, che possono essere anticipati da un trattamento preventivo nel mese di febbraio sempre con gli stessi prodotti. In seguito, se vi fosse ancora necessità ,è possibile intervenire con sapone molle di potassio.
(settembre 2010)