Via Schia 21 fr. Sedena - 25017 LONATO (BS) - tel. e fax 030.9133263 393.9242224
 

 

 
Sei in: coltivazione biologica>frutticoltura
 
Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
 
 
IL MELO:
Patogeni: Ticchiolatura
 
Ticchiolatura (Venturia inaequalis - Fusicladium dendriticum)
é il patogeno che colpisce maggiormente la coltura del melo. Questo fungo sverna principalmente nelle foglie cadute a terra e si diffonde in primavera con le prime piogge e con il vento andando a depositarsi sui tessuti verdi, qui se le condizioni di umidità e temperatura sono ideali per il patogeno si ha l'avvio delle infezioni e in breve tempo (periodo di incubazione) si hanno i primi sintomi. Sulla pagina superiore delle foglie si possono riscontrare le prime infezioni tramite la presenza di macchie chiare che in seguito imbruniscono e questo punto sono visibili anche sulla pagina inferiore. Le foglie colpite dissecano e cadono prematuramente. I frutti possono essere colpiti in ogni fase del loro sviluppo. Inizialmente si creano delle macchie scure di piccole dimensioni che poi si espandono. I danni variano a seconda del momento in cui si ha l'infezione. Se vengono colpiti i frutticini solitamente i danni sono notevoli: ridotto sviluppo dei frutti, deformazione degli stessi, spaccature della superficie e rugginosità della buccia. Solitamente tali frutti sono soggetti a cascola. Se l'infezione è più tardiva sui frutti si possono manifestare suberificazioni superficiali. In alcuni casi le mele possono anche risultare indenni al momento della raccolta ma delle punteggiature nere affiorano nella fase di conservazione, riducendo così il valore del raccolto. I danni ai rametti e ai fiori sono solitamente di entità minore con i primi che subiscono delle lesioni ancora nella fase precedente la lignificazione e i secondi con imbrunimenti di calice, peduncolo e petali. Le infezioni si dividono in due fasi: una primaria che va dalla ripresa vegetativa al frutto noce e una secondaria che giunge a fine stagione.
Per evitare condizioni favorevoli allo sviluppo della ticchiolatura bisogna mantenere un buon arieggiamento della chioma e una buona illuminazione, a ciò concorrono diversi aspetti tra i quali: il sesto d'impianto, la scelta del portainnesto, il controllo della concimazione azotata, l'utilizzo della potatura verde (se compatibile con il colpo di fuoco batterico). Altro fattore che può limitare la ticchiolatura è una buona decomposizione delle foglie cadute in modo da ridurre la capacità di svernamento del patogeno.
Elemento fondamentale nel controllo della ticchiolatura, dove possibile, è il ricorso a varietà resistenti. Fra queste vi sono: Florina, Gold Rush, Primiera, Red Free, Sansa, Summerfree, Topaz.
Per quanto riguarda i trattamenti, i prodotti di riferimento in agricoltura biologica sono quelli rameici e quelli a base di zolfo. Vi sono i trattamenti preventivi, che si effettuano alla caduta foglie ed eventualmente in gennaio, ai quali seguono i trattamenti da effettuare dalla ripresa vegetativa (punte verdi) con rame o polisolfuro di calcio. Nel proseguo della stagione si può intervenire con prodotti rameici in miscela con zolfo bagnabile (verificarne la compatibilità), ripetendo i trattamenti in caso di piogge dilavanti e comunque prestando attenzione al quantitativo di rame dato. Solitamente tali interventi proseguono fino alla fase di frutto noce, se non vi sono infezioni secondarie si sospendono i trattamenti. In caso di varietà sensibili alla rugginosità, quale ad esempio Golden Delicious, è auspicabile utilizzare esclusivamente prodotti a base di zolfo dalla fioritura in poi
.
 
(agosto 2010)
 
Vedi anche:
-Il controllo fitosanitario
 
 
 
 
loghi_slogan_colori