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IL MELO:
I portainnesti
 
La modalità usata per ottenere le piante di melo che andranno a costituire i frutteti produttivi è sostanzialmente quella dell'innesto.
La scelta del portainnesto diventa quindi basilare per il futuro sviluppo delle piante.
I portainnesti possono essere propagati sia per via gamica (franchi) o agamica (clonali).
La tendenza al giorno d'oggi, sia in agricoltura convenzionale che biologica, è quella di utilizzare portainnesti clonali.
Tali portainnesti sono stati selezionati per portare ad una riduzione della vigoria delle piante, all'induzione di un'entrata in produzione precoce, alla resistenza a determinate avversità.Ciò ha portato ad incrementare la densità di coltivazione, con conseguente maggiore produzione ad ettaro ed una facilitazione delle varie pratiche colturali quali la difesa fitosanitaria, la potatura e la raccolta.
Le modalità di gestione dell'impianto e le scelte dei portainnesti devono essere fatte tenendo conto di aspetti quali la fertilità del terreno e il mantenimento della stessa, le condizioni climatiche, la disponibilità irrigua e la presenza di determinati fitofagi e patogeni.
Gli aspetti pedoclimatici vanno considerati in funzione del fatto che, seppur vi sia la tendenza ad utilizzare portainnesti che riducono la vigoria, in determinate condizioni sfavorevoli (eccessiva pesantezza del terreno, eccessiva presenza di calcare attivo, assenza d'irrigazione,scarsa fertilità, microclimi particolarmente freddi,..) l'unica soluzione può essere l'uso di portainnesti vigorosi.
 
 (giugno 2010)
 
Vedi anche:
 
 
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