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IL MELO:
Le esigenze pedoclimatiche
 
Il melo, pur adattandosi a diverse tipologie di terreno, predilige terreni permeabili e profondi (franco di coltivazione maggiore di 40 cm). Il pH ideale è fra 6,5 e 7,5 mentre sono da evitare terreni acidi (pH<5,4) e alcalini (pH>8,8). Il melo non ha particolari esigenze nutrizionali e con adeguate scelte di portainnesti, si adatta anche a terreni calcarei, anche se il calcare attivo deve rimanere inferiore al 12-15%.
Per quanto riguarda il fabbisogno idrico, il melo è una pianta abbastanza esigente, in particolar modo dal germogliamento sino alla caduta delle foglie (circa 6.000 mc/ha), è quindi auspicabile la predisposizione di un impianto d'irrigazione.
Per quanto riguarda le temperature, importante per il melo è soddisfare il fabbisogno di freddo per permettergli di vegetare, in tal senso l'ampio panorama varietale permette di coltivare anche in aree caldo-temperate del centro-sud Italia. La resistenza al freddo invernale è più che buona (fino a –20/ 25°C) e la fioritura, abbastanza tardiva, (aprile) permette di evitare in gran parte di casi le pericolose brinate primaverili. In tal senso è comunque importante prestare attenzione in particolare modo ai meleti di fondovalle dove vi possono essere situazioni di ristagni di umidità e di aria fredda.  
Da un punto di vista fitosanitario sono preferibili zone aperte e leggermente ventilate, in tal modo si evita che vi siano situazioni con eccesso di umidità dell'aria limitando così lo sviluppo di agenti patogeni di origine fungina come la ticchiolatura.
Il melo è una pianta che richiede luce e nel caso di coltivazioni in collina è importante scegliere un'esposizione a sud, sud-est o sud-ovest, mentre va evitata l'esposizione a nord. Va comunque considerato che un'eccessiva esposizione al sole può danneggiare i frutti causando danni alla superficie esposta (depigmentazione, necrotizzazione).
In caso di reimpianto si ricorda che il melo, come altre colture, soffre di stanchezza del terreno. In tal senso sarebbe ideale intercalare per alcuni anni con coltivazioni erbacee. Se ciò non fosse possibile è importante asportare integralmente i residui dell'impianto precedente, effettuare abbondanti concimazioni organiche, eseguire i nuovi impianti in posizione differente dai precedenti e soprattutto scegliere portainnesti che abbiano una buona resistenza allastanchezza del terreno.
 
 (maggio 2010)
 
Vedi anche:
 
 
 
 
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