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LA GESTIONE DELLA FERTILITA':
4. LE COLTURE DI COPERTURA
Le colture di copertura, dette anche cover crops, hanno un ruolo fondamentale nell'ambito dell'agricoltura biologica. Solitamente sono colture caratterizzate da uno sviluppo rapido dell'apparato epigeo ed hanno una funzione essenzialmente miglioratrice. Oltre all'azione di difesa di fenomeni quali l'erosione e la lisciviazione, possono avere, tramite il loro apparato radicale, un effetto positivo sulla struttura del terreno permettendo anche un controllo delle infestanti, in particolare quando la copertura è permanente come in frutteti o vigneti. Possono inoltre favorire l'incremento della sostanza organica, in particolare dell'humus, grazie a pratiche come il sovescio. Se si utilizzano leguminose si può avere un incremento di azoto e favorire la traslocazione in superficie di minerali di fosforo e potassio, elementi poco mobili. La presenza di cover crops favorisce inoltre lo sviluppo dell'entomofauna utile (es. lombrichi). D'altro canto alcune colture possono essere usate con funzione biocida per il controllo di alcuni organismi dannosi presenti nel terreno (es. nematodi).
Le colture di copertura non hanno quindi una funzione prettamente produttiva (anche se possono essere comunque utilizzate per la produzione di foraggio e di granella), è quindi importante fare scelte che portino all'utilizzo di colture che non richiedano pratiche agronomiche onerose, a partire dalla semina, che deve avvenire con minime lavorazioni del terreno o direttamente su residui colturali.
Si possono utilizzare colture monospecifiche, come possono essere alcune coltivazioni intercalari di leguminose da granella (es. favino), oppure polispecifiche, come erbai da sovescio contenenti leguminose, graminacee e crucifere. Possono essere utilizzati come cover crops cereali da granella, anche consociati con leguminose, intercalati tra colture principali. Infine vi sono le colture di copertura poliennali, come possono essere dei prati (sfalciati per alimentazione animale) o gli inerbimenti negli interfila dei frutteti, vigneti ed oliveti. In tal caso può essere utile ricorrere ad erbai misti contenenti sia leguminose che graminacee (ed esempio in olivicoltura si utilizzano erbai misti contenenti trifoglio sotterraneo, festuca e loietto).
Come per tutte le colture anche per le cover crops devono essere effettuate scelte in base a fattori quali l'indirizzo produttivo aziendale, le caratteristiche pedo-climatiche ed il tipo di mezzi agricoli a disposizione.
Come precedentemente detto le colture di copertura possono avere diverse funzioni.
Se la coltura deve avere una durata nell'ambito dell'anno e s'intende utilizzarla per produrre foraggio, avremo a che fare con un erbaio. Gli erbai possono essere mono o polispecifici, si possono fare scelte diverse in funzione del periodo in cui si deve mantenere coperto il terreno e del tipo di foraggio che si vuole ottenere.
Alcune delle graminacee che possono essere utilizzate sono segale, triticale, orzo, frumento sorgo, avena,...; tra le crucifere abbiamo senape, colza, ravizzone,...; tra le leguminose veccia, trifoglio incarnato, trifoglio alessandrino, soia , vigna sinensis, favino,...;.Si può ricorrere a prati mono o polispecifici anche in caso di inerbimenti superiori all'anno. In tal caso si possono utilizzare leguminose quali l'erba medica, il trifoglio bianco, il trifoglio violetto oppure graminacee come la Festuca arundinacea e rubra, il loietto.
Tra le colture di copertura possiamo utilizzare delle leguminose da granella come coltura intercalare. In tal caso la produzione di granella può essere utilizzata sia per l'alimentazione animale che umana. Tra queste coltivazioni troviamo leguminose come il pisello (Pisum sativum) che a seconda della scelta varietale può essere destinato al settore orticolo, all’industria conserviera o mangimistica.
Tra le pratiche agronomiche che riguardano le cover crops c'è il sovescio. Tale pratica consiste nell'interrare una coltura che può essere anch'essa mono o polispecifica. Tramite il sovescio si immobilizzano quegli elementi che potrebbero essere lisciviati e che invece vengono resi disponibili per la coltura successiva tramite la mineralizzazione della coltura interrata. Con il sovescio s'incrementa la fertilità del terreno ed in particolare si aumenta la presenza di sostanza organica. La coltura viene trinciata solitamente in prossimità della fioritura, lasciata disseccare qualche giorno ed interrata tra 15 e i 25 cm. Qui la sostanza subisce processi di umificazione e mineralizzazione. Le graminacee solitamente favoriscono lo sviluppo di humus stabile, che migliora la struttura del terreno. Le leguminose invece permettono un maggior apporto di azoto oltre a favorire la dislocazione degli elementi nutritivi siti in profondità. Può essere quindi molto valido fare un sovescio con una coltura polispecifica di leguminose e graminacee, considerando anche che le due tipologie di piante hanno apparati radicali differenti, ciò può ulteriormente supportare il miglioramento della struttura del terreno.
Ovviamente l'efficienza del sovescio è condizionata non solo dal tipo di coltura e dalla modalità con cui viene interrata, ma anche dalle condizioni pedoclimatiche.
Tra le colture da sovescio vi sono anche le crucifere come la colza e la senape che, oltre a favorire l'incremento di sostanza organica hanno capacità biocide.
Di seguito è riportata una tabella con le caratteristiche di alcune colture da sovescio.

(gennaio 2009)
Vedi anche:
1. La fertilità del suolo
2. La gestione dei nutrienti
3. La successione colturale
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