SALUTE E BENESSERE NELL'AVICOLTURA BIOLOGICA IN EUROPA: STATO DELL'ARTE E SFIDE FUTURE
In Europa vengono allevate più di 4 milioni di galline ovaiole biologiche (soprattutto nel Regno Unito, in Francia, Germania e Olanda) e 1.8 milioni di broiler biologici (soprattutto in Francia e nel Regno Unito; dati Eurostat). La differenza tra i sistemi di produzione nei diversi paesi è notevole. In questo articolo verranno paragonate le caratteristiche di produzione dell'Olanda e della Svizzera. In Olanda vengono allevate 700000 ovaiole in 100 aziende agricole (la media aziendale di animali allevati è 7000, ma esistono anche allevamenti di 25000 animali). La grandezza massima dei gruppi è di 3000 volatili, le aziende sono prevalentemente specializzate (allevano solo pollame) e il 75% delle uova sono esportate in Germania. In Svizzera si allevano 220000 ovaiole in 160 aziende agricole (numero medio animali allevati 1200). La grandezza massima dei gruppi è 500 e le aziende sono tutte multifunzionali. Tutte le uova svizzere sono prodotte per il consumo domestico.
Salute animale. In Olanda la mortalità media delle ovaiole è dell'11%, causata da malattie infettive come E.coli, bronchite infettiva, coccidiosi e Brachyspira. Questa vulnerabilità alle malattie infettive può essere causata da una elevata pressione infettiva (in Olanda sono allevate 25 milioni di ovaiole, principalmente in due regioni) e forse da una insufficiente resistenza alle malattie in genere. In Svizzera la mortalità media è dell'8% (dati Bio Suisse 2006). Gli ibridi usati nel biologico sono in linea di massima gli stessi usati nell'allevamento convenzionale. Le galline sono vaccinate contro la malattia di Marek, la bursite infettiva (IBD, Gumboro), la bronchite infettiva (IB), la encefalomielite aviaria (AE), la coccidiosi e la malattia di Newcastle, la salmonellosi, la laringotracheite, il vaiolo aviare (difterovaiolo) e la Egg Drop Syndrome (EDS). Sembra che le galline delle aziende biologiche abbiamo maggiori problemi di parassiti rispetto agli animali allevati in modo convenzionale. Negli allevamenti biologici gli elminti sono trattati abitualmente con farmaci convenzionali; di conseguenza si possono trovare residui nelle uova. Il controllo non chimico dell'acaro Dermanyssus gallinae è ad uno stadio più avanzato.
Sicurezza alimentare. Le infezioni come la salmonella non sono causa di malattia per gli animali, ma se presenti nelle uova possono rappresentare un rischio per determinati gruppi di consumatori. Per questo motivo gli allevatori riducono al minimo il rischio di infezione. In Olanda ciò avviene principalmente vaccinando gli animali, mentre in Svizzera la vaccinazione è proibita. In alcuni stati europei sono state riscontrate alte concentrazioni di diossina nelle uova delle galline allevate all'aperto, rispetto a quelle allevate al chiuso. Questi livelli elevati sono stati trovati soprattutto nelle aziende più piccole, poiché in queste gli animali fanno un uso maggiore del pascolo. Un rischio inferiore, ma disastroso quando capita, è rappresentato dall'Influenza Aviaria. Questo rischio può essere tenuto al minimo monitorando i gruppi di volatili e gli uccelli selvatici e chiudendo gli animali per determinati periodi, pratica che però rappresenta un rischio per il loro benessere. In Olanda alcuni allevatori hanno vaccinato le loro ovaiole contro l'influenza aviaria.
Benessere animale. Un buon indicatore del benessere animale nelle ovaiole è il livello di becchettamento delle penne in quanto questo comportamento è associato allo stress. In Olanda il becchettamento delle penne si verifica nelle 70% dei gruppi di ovaiole in ovodeposizione e nel 54% dei gruppi di ovaiole in crescita. E' stato provato che se il becchettamento delle penne inizia durante l'accrescimento persiste poi per tutta la vita dei volatili.
Broiler. In Olanda e in Svizzera i broiler biologici sono meno importanti delle ovaiole. Nel 2004 in Olanda 16 aziende agricole producevano nel complesso 190000 broiler biologici (in media 12000 per azienda) e in Svizzera 66000 broiler erano ingrassati in 77 aziende (in media 900 per azienda).
I problemi sanitari dei broiler sono diversi da quelli delle ovaiole. Le malattie con un lungo periodo di incubazione (come ad esempio gli ascaridi) di norma non riescono ad emergere, nonostante il ciclo di vita relativamente lungo dei broiler biologici. Questi animali vivono abbastanza a lungo per manifestare i sintomi della malattia di Marek, contro cui devono essere vaccinati. Negli allevamenti biologici la vaccinazione si raccomanda anche contro la coccidiosi (Paracox), che altrimenti rappresenterebbe il principale problema sanitario. L'uso di ibridi ad accrescimento lento ha ridotto le lesioni scheletriche. Se si usano ibridi con una fase di ingrasso superiore ai due mesi, gli animali di solito restano mobili per tutto il periodo di ingrasso. I predatori (falchi, volpi, martore) sono causa di mortalità. Un problema di sicurezza alimentare nei broiler è rappresentato dalle infezioni da Salmonella spp. e da Campylobacter spp.. In Olanda da uno studio in 31 allevamenti biologici è emersa una prevalenza del 13% di Salmonella e del 35% di Campylobacter; l'incidenza della Salmonella è inferiore e quella del Campylobacter è superiore negli allevamenti di broiler biologici rispetto a quelli convenzionali. Il rischio di diffusione delle zoonosi può essere ridotto applicando le misure igieniche di base.
Sfide per il futuro. Anche se in molte aziende agricole sono presenti problemi di salute e di benessere animale, alcune hanno ottime performance. Questo significa che non è il sistema biologico di per sé a rappresentare il problema. Sono da considerare di importanza primaria i seguenti punti: prevenzione del becchettamento delle penne, miglioramento delle aree esterne, diminuzione della vulnerabilità alle malattie, controllo dei parassiti e raggiungimento di una dieta costituita al 100% da alimenti biologici, in grado di soddisfare gli elevati fabbisogni delle ovaiole. Per quanto riguarda la produzione di broiler biologici le sfide future sono la prevenzione della coccidiosi, della Salmonella e del Campylobacter.
Per concludere è auspicabile una maggior consapevolezza della vita di un pollo nel suo complesso (piuttosto che considerarne solo la fase di crescita e di produzione), così come il riconoscimento della cura (preventiva) della salute animale. Inoltre, per risolvere alcuni dei problemi menzionati in questo articolo, si dovrebbe porre un limite alla grandezza delle aziende.
Fonti: Bestman M., M. Maurer M.
(ottobre 2010)