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IL LATTE  E I PRODOTTI LATTIERO CASEARI
Residui chimici nel latte convenzionale

Attualmente, grazie anche alle nuovissime tecnologie analitiche molecolari, è possibile riscontrare  la presenza di determinati residui chimici o farmaceutici presenti in un alimento solamente anche in ragione di un miliardesimo di grammo, cosa che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile. Queste nuove possibilità di analisi, risultano molto utili in termini pratici poiché, sebbene la presenza nel latte (prodotto da vacche allevate secondo il metodo convenzionale) di microgrammi o addirittura nanogrammi di contaminanti chimici debba essere necessariamente inferiore ai parametri limite per poter essere commercializzato, a mio avviso occorre comunque prestare attenzione poiché  i valori ammessi dalla legislazione non tengono mai in considerazione il concetto di età e soprattutto di bioaccumulo, ponendo così maggiormente a rischio soprattutto i bambini.
Su svariati campioni di latti convenzionali analizzati è stata riscontrata la presenza di tracce di N-fosfonometil-glicina, il principio attivo del glifosate, un potente diserbante che viene assorbito per via fogliare e successivamente traslocato tramite via linfatica in ogni altra posizione della pianta, consentendogli di devitalizzare anche gli organi ipogei delle erbe infestanti, quali rizomi e fittoni. È largamente impiegato in agricoltura convenzionale, e viene introdotto nella catena alimentare bovina soprattutto attraverso l’erba medica, per la cui coltivazione viene utilizzato in pre-semina. In soggetti sensibili determina condizioni allergiche e stati di nausea, mentre l’esposizione prolungata negli anni  può provocare tumori. Altri campioni hanno evidenziato la presenza di Fenitotrion, un insetticida ad azione fortemente neurotossica impiegato nella lotta alla diabrotica del mais, e di Deltametrina, un acaricida impiegato su svariate colture foraggere e nella conservazione delle derrate zootecniche. Uno dei tanti pregi dell’allevamento biologico è anche quello di ricorrere ad un uso molto accorto e limitato di pochissimi farmaci di sintesi con cui trattare il bestiame, escludendo così la loro presenza in latte e derivati. Inoltre bandisce tutti gli alimenti zootecnici contenenti mangimi transgenici. 
   
(Andrea Tessadrelli - Dott. Magistrale in Scienze Alimentari)
 
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(dicembre 2011)
 
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