| |
Sei in: allevamento biologico>analisi e approfondimenti
Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
DIARIO DI UNA CONVERSIONE:
BREVE STORIA DELLE MOTIVAZIONI CHE HANNO PORTATO L'AZIENDA ALLA SVOLTA VERSO IL BIOLOGICO
Le ragioni che hanno spinto i nostri due allevatori a passare all'agricoltura biologica sono sia ideologiche che economiche.
L'azienda è di famiglia. Alla morte di cancro del padre Giuseppe nel 1999 Alioscia prende in mano l'allevamento e Luca trova lavoro in città.
Nel corso degli anni Ali si rende conto che, nonostante la grande passione, il suo lavoro si fa sempre più difficile, che l'approccio sta diventando sempre più industriale e che gli insegnamenti del papà non sono più applicabili. Sempre più chimica (“quando diserbavo portavo via i bambini, in città!”), sempre meno rispetto per gli animali (“due lattazioni e via al macello”), sempre più lavoro e sempre meno soldi, tantissima burocrazia e scarsa qualità della vita. E poi la terra, il punto di partenza, e la presa di coscienza che la fertilità del terreno diminuisce di anno in anno. Fino al 2000 vengono seminati mais e loietto, poi solo mais. Negli ultimi 15 anni un unico trattamento col diserbante non basta più a mantenere i terreni puliti come avveniva in passato e quindi, oltre al fatto che compaiono sempre nuove infestanti, si è costretti ad effettuare almeno tre trattamenti (emergenza, post emergenza e fogliare).
Luca, il fratello idealista impegnato nel sociale, è tornato in azienda nel 1998 e per due anni ha lavorato come mungitore. Poi a causa della famiglia numerosa (quattro figli!) ha dovuto cercare un impiego più remunerativo. Nel 2006 ritorna per dedicare parte del suo tempo alla gestione dei distributori automatici, acquistati per valorizzare la qualità del latte (con parametri sempre da record!), che al caseificio non veniva riconosciuta.
Il biologico lo conoscono già. La moglie Romina, laureata in filosofia, insegnante di scuola materna ed appassionata del metodo steineriano, ha sempre acquistato prodotti biologici. “La sensibilità mi è venuta da lei”, riconosce Luca. C'è quindi la conoscenza e c'è la “ricerca di senso”, di trovare una risposta all'esigenza di cambiare le cose, di farlo in prima persona con chi ti sta attorno.
Non è facile: Ali è persona concreta, che ha ben presente la realtà. Ci vogliono tre anni per trovare un dialogo tra i due fratelli, dal 2006 al 2009. Non si può rischiare tutto, per hobby non si può fare, le famiglie sono numerose (Ali ha tre figli, Luca quattro). A dare una mano in questo delicato processo si inseriscono gli amici del gruppo gas di Coccaglio e “La Buona Terra”, l'associazione degli agricoltori biologici della Lombardia, con tutta la sua squadra.
Che i tipi fossero soggetti vivaci e che le scelte coraggiose non li spaventassero lo si poteva già capire da alcune iniziative audaci intraprese “in solitario” nel corso degli anni:
nel 2000 hanno sostenuto la costituzione, aderendovi dalla nascita, di una nuova cooperativa di produttori, la “Cooperativa Latte Brescia”, che attualmente conta 400 soci;
nel 2006 hanno acquistato 7 distributori automatici del latte e sono partiti con la vendita diretta (primi in Franciacorta);
nel 2009 hanno acquistato un robot di mungitura “De Laval”, prezzo di listino €150.000. Questa macchina sta lavorando molto bene. Lava e spilla le mammelle, munge quarto per quarto. Ha la conta automatica delle cellule e scarta automaticamente il latte non idoneo. Segna i calori e distribuisce il mangime. Le vacche si avvicinano liberamente e si fanno mungere quando lo desiderano oppure quando vanno a mangiare.
Ma nonostante l'intraprendenza, una volta deciso di cambiare e di diventare agricoltori biologici, e quindi di affrontare tutta la rivoluzione prima nel modo di pensare e poi in concreto con i cambiamenti da attuare in azienda, i due fratelli si sono sentiti isolati, criticati da tutti (colleghi, tecnici, amici e parenti).
Non si sono arresi e hanno cercato prima di tutto un aiuto morale, quasi un appoggio psicologico. Tramite i gas e “La Buona Terra” hanno partecipato a tutti gli incontri organizzati sul tema nel territorio. Hanno conosciuto tante persone, hanno rafforzato le idee e rimodulato le aspettative, hanno imparato da chi opera da anni nel settore. In un incontro organizzato dalla Buona Terra nel 2009 hanno incontrato il signor Tomasoni, titolare dell'omonimo caseificio biologico (biocaseificiotomasoni.it), che li ha portati a visitare una stalla biologica di pianura, “la Gioiosa”. Quello è stato l'evento che ha fatto capire a Luca e Alioscia che esistevano realtà simili alla loro, di pianura, che erano riuscite a diventare biologiche. Dopo quella visita si è affermata in loro la certezza che, pur non essendo una realtà di montagna con prati stabili centenari..., avrebbero potuto farcela.
(gennaio 2012)
Vedi anche:
> diario di una conversione: introduzione

|
|