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CENSIMENTO DELL’AGRICOLTURA: I DATI PROVVISORI
E’ preoccupante la fotografia dell’agricoltura italiana che emerge dai dati provvisori del 6° Censimento generale dell’agricoltura: c’è stata negli ultimi 10 anni una preoccupante perdita di aziende e di superficie agricola e una grave concentrazione industriale e territoriale del sistema zootecnico.
Si è verificata una pesante perdita della superficie agricola utilizzata pari a 300 mila ettari, che denota un vero e proprio abbandono delle zone rurali, accompagnato da una erosione di terre fertili; fenomeno che è particolarmente grave in regioni come la Liguria, la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia che negli ultimi dieci anni hanno visto rispettivamente una contrazione delle aziende del 46; del 41 e del 33%. Sono tutte regioni caratterizzate da una forte vulnerabilità idrogeologica e dove la presenza di tessuto agricolo è fondamentale per prevenire fenomeni anche molto gravi come quelli recentemente avvenuti.
C’è stata un’impressionante contrazione del numero di aziende attive, con un'estinzione di ben 775 mila unità (oltre il 32,2 per cento !), soprattutto aziende medio piccole. La dimensione media aziendale infatti è passata da 5,5 ettari a 7,9 ettari (+44,4%), comunque sotto la media europea di 12 ettari per azienda; mentre le aziende con meno di 1 ettaro sono diminuite del 50,6%. Una vera propria “strage” dei piccoli agricoltori, che spesso hanno una fondamentale funzione di presidio del territorio, che non riescono più a stare nel mercato.
La zootecnia italiana ha visto, tra il 2000 e il 2010, un crollo delle aziende dedite all'allevamento di quasi il 70%, Secondo Andrea Ferrante presidente di Aiab “i dati ISTAT testimoniano di un vero e proprio smantellamento dell'agricoltura mista che coniuga virtuosamente allevamento e coltivazione e di una sua sostituzione con un sistema basato sugli allevamenti intensivi e industrializzati e a forte concentrazione territoriale. Sistema che non solo crea problemi per la gestione dei reflui rivelandosi ambientalmente insostenibile, ma che non regge neanche dal punto di vista economico. Proprio il settore zootecnico, infatti, è il più indebitato dell'intero comparto agroalimentare nazionale”.
Ferrante afferma anche che “Siamo francamente sgomenti per la lettura pressoché univocamente positiva che è stata fatta di questi dati nel corso delle presentazione del Censimento, sia dagli esponenti dell'ISTAT, che del MIPAAF, che delle organizzazioni di categoria e della cooperazione intervenuti. Restiamo in attesa di conoscere i dati definitivi del Censimento e quale situazione delineano del biologico”.
Fonti: Mipaaf, Aiab
(agosto 2011)
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