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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
 
VERSO LA NUOVA P.A.C.:
le linee guida
 
La Commissione europea ha da poco pubblicato le linee guida sulla prossima PAC (Politica agricola comune) che entrerà in vigore dopo il 2013. Le linee guida e il dibattito in corso porteranno la Commissione ha presentare proposte legislative formali verso la metà del 2011.
Il dato interessante è che la commissione si prefigge di rendere la PAC 'più verde, più equa, più efficiente e più efficace'. “L'agricoltura europea deve essere competitiva non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo ambientale”.
Nei mesi scorsi la Commissione ha organizzato un dibattito pubblico e una grande conferenza sul futuro della PAC. La stragrande maggioranza dei contributi ha identificato tre obiettivi principali:
- produzione alimentare economicamente redditizia (la fornitura di derrate alimentari sicure e in quantità sufficienti in un contesto di crescente domanda mondiale, di crisi economica e di maggiore instabilità dei mercati per contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento);
- gestione sostenibile delle risorse naturali e azione a favore del clima (gli agricoltori devono spesso far prevalere le considerazioni ambientali su quelle economiche, ma i relativi costi non vengono compensati dal mercato);
- mantenimento dell'equilibrio territoriale e della diversità delle zone rurali (l'agricoltura resta un motore economico e sociale di grande importanza nelle zone rurali e un fattore fondamentale per mantenere in vita la campagna).
La Commissione delinea tre opzioni per il futuro orientamento della PAC al fine di affrontare queste sfide: ovviare alle carenze più urgenti della PAC tramite cambiamenti graduali; rendere la PAC più ecologica, equa, efficiente ed efficace; abbandonare le misure di sostegno al reddito e le misure di mercato e concentrare l'azione sugli obiettivi in materia di ambiente e cambiamento climatico.
Nell'ambito di tutte e tre le opzioni, la Commissione prevede il mantenimento dell'attuale sistema a due pilastri – un primo pilastro che include i pagamenti diretti e le misure di mercato, in cui le norme sono chiaramente definite a livello dell'UE, e un secondo pilastro, comprendente misure pluriennali di sviluppo rurale, in cui il quadro di opzioni è fissato a livello dell'UE ma la scelta finale dei regimi spetta agli Stati membri o alle regioni nell'ambito di una gestione congiunta. Un altro elemento comune a tutte e tre le opzioni è l'idea che il futuro sistema di pagamenti diretti non potrà essere basato su periodi di riferimento storici, ma dovrà essere legato a criteri oggettivi.
Gli indirizzi della commissione europea sulla nuova PAC sembrano aver tenuto conto, almeno in parte, delle indicazioni dei rappresentanti dell'IFOAM EU, che si sono riuniti con diversi delegati dell'Unione Europea il 20 ottobre scorso per presentare la loro posizione per una PAC più sostenibile e più efficace, e per discutere il ruolo che l'agricoltura biologica potrà giocare in quest'ottica.
Gli argomenti discussi riguardavano infatti: la possibilità di rendere più “verdi” i pagamenti diretti, con le relative implicazioni per le aziende biologiche; il ruolo che l'agricoltura biologica potrebbe avere nei confronti dei sempre più gravi problemi globali, e specialmente nel caso dei cambiamenti climatici; la possibilità di impostare degli incentivi perché gli Stati Membri attuino dei programmi per il supporto dell'agricoltura biologica.
L'IFOAM EU segue e partecipa ala discussione sulla PAC con alta priorità.
 
FontI: UE, INTERBIO                                                    
 
(novembre 2010)
 
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